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ARCHITETTURA ROMANICA

Architettura romanica

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L'architettura romanica è lo stile del costruire proprio dell'arte romanica, che si diffuse in Europa nell'XI e XII secolo, fino all'affermazione dell'arte gotica, cioè verso la metà del XII secolo in Francia e con persistenze maggiori negli altri paesi europei. L'aggettivo "romanico" è la traduzione italiana di "roman", vocabolo creato agli inizi dell'Ottocento in Francia per indicare le lingue e le letterature romanze o neolatine. 

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La volta a botte, elemento simbolo dell'architettura romanica: (1) chiave di volta; (2) cuneo; (3) estradosso; (4) piedritto; (5) intradosso; (6) freccia; (7) corda; (8) rinfianco.

Nello specifico, il termine "romanico" fa riferimento al legame con l'architettura romana, dalla quale vennero ripresi alcuni elementi strutturali (l'arco, la colonna, il pilastro, la volta) e una certa impostazione monumentale e spaziale[1].  In relazione al termine romanico sono stati utilizzati dagli storici anche i termini preromanico (riferito alle realizzazioni architettoniche del IX e X secolo), protoromanico (riferito alle prime manifestazioni di questo nuovo linguaggio architettonico sul passaggio tra X e XI secolo) e tardoromanico per le regioni che nel XIII secolo non accolgono il nuovo stile gotico. 

Elementi architettura romanica (vedi schema):http://cmapspublic.ihmc.us/rid=1HTY280TP-NTNDRM-121J/La%20chiesa%20romanica-assonometria.jpg

 

  

Contesto storico

La cultura e la civiltà europea subirono un'accelerazione dopo l'anno Mille, grazie ad una serie di innovazioni tecnologiche, prima di tutto in agricoltura, che permisero di aumentare la produzione di generi alimentari, sollevando la popolazione dall'endemica scarsità di cibo. Ciò innescò un circolo virtuoso che permise un incremento demografico, la ripresa dei commerci e lo sviluppo di villaggi e città quali sedi di mercati; la crescita delle zone urbane gradualmente permise l'affermazione di un nuovo ceto sociale, quello "borghese" dedito alle attività manifatturiere e commerciali ed intermedio tra la massa dei contadini e gli aristocratici o ecclesiastici. Inoltre, soprattutto in Francia, il sistema feudale frammentava il potere creando una classe disignori della guerra. Tutte queste entità presto innescarono una notevole domanda di nuovi edifici, soprattutto religiosi. A ciò va aggiunta l'attività delle abbazie riformate (come Cluny nel XI secolo e Citeaux nel XII secolo), il sistema di pievi nelle campagne, la diffusione dei pellegrinaggi con la conseguente necessità di grandi chiese, ospedali e alloggi per i pellegrini.

Caratteristiche del Romanico

Il romanico presenta due aspetti apparentemente antitetici: da una parte non è il prodotto di una sola nazione o di una sola regione ma è nato pressoché contemporaneamente in Francia, Italia,Germania e Spagna e durante il suo sviluppo ha presentato scambi ed influenze reciproche in tutta l'area dell'Europa centro-occidentale, finendo per costituire una cultura effettivamente europea. D'altra parte, ogni regione presenta forme, schemi costruttivi, materiali diversi tra di loro. Questa duplice natura è probabilmente un perfetto ritratto storico e geografico dell'Europa medievale che univa elementi "universali" ad altri estremamente localistici. Questo comporta una certa varietà nelle caratteristiche che possiamo attribuire all'architettura romanica.

 

 

Pianta della cattedrale di Modena, (Italia).

Pur tenendo conto delle diversità regionali, possiamo trovare nello stile romanico alcuni elementi caratterizzanti, soprattutto per quel che riguarda gli edifici religiosi che sono la sua massima manifestazione.

Ad esempio, la suddivisione interna si mostra piuttosto articolata, divisa in campate: spesso una campata della navata centrale (a base quadrata) corrisponde a due campate di lunghezza dimezzata nelle navate laterali. Le murature vengono realizzate molto spesse e robuste, ed il trattamento della superficie delle pareti è resa in maniera plastica, sia all'interno, sia l'esterno, con elementi sporgenti e rientranti che oltre a contrastare le spinte delle arcate, creano giochi di chiaroscuro. Vengono notevolmente utilizzati non solo colonne come nelle chiese paleocristiane, ma anche pilastri e successivamente si fa uso di pilastri compositi, come i pilastri cruciformi con semicolonne addossate.

Le colonne, tranne casi di spoglio, presentano capitelli scolpiti con forme vegetali o fantastiche, ovvero geometrizzanti, ma comunque originali e distanti rispetto all'architettura romana o paleocristiana.

La parete della navata è generalmente articolata con elementi plastici ed aperture sopra le arcate ed è molto spesso organizzata su vari livelli (matroneo, triforio, cleristorio), l'evoluzione dei quali sarà uno degli elementi di sviluppo verso il gotico.

Il materiale utilizzato per le murature è in genere (soprattutto per gli edifici di una qualche importanza) pietra da taglio, ridotta in conci regolari, lasciati a vista. Non mancano comunque edifici in mattoni in aree mancanti di materiali lapidei (Pianura Padana).

La copertura è prevalentemente a volta, anche se non mancano coperture a capriata, sia a nord (Normandia) sia a sud (Italia) e neppure serie di cupole(Francia occidentale, Palermo, Venezia). Le volte della navata sono spesso a botte, soprattutto in Francia, ma proprio durante il periodo romanico si diffonde la volta a crociera, .

 Esterni 

Gli elementi esterni più frequenti sono:

  • scansione delle murature esterne con arcate cieche e lesene: questo elemento fortemente caratterizzante ebbe una lunga elaborazione in diverse regioni europee, dalla Mosa alla Borgogna e dalla Lombardia alla Catalogna[4]

  • murature esterne spesso trattate plasticamente, come all'interno; motivo decorativo frequente è l'uso di nicchie, di lesene, di cornicioni, ecc.;

  • facciata articolata con un nartece(atrio), un portico, un protiro, o comunque un portale plasticamente definito; talvolta vi è anche un rosone;

  • presenza di una torre all'incrocio del transetto con la navata (soprattutto in Francia);

  • integrazione con elementi scultorei di vario tipo presenti sotto forma di bassorilievi, portali, elementi stilofori, lunette, metope, ecc; (vedi Duomo di Modena)

  • presenza di due torri affiancate alla facciata (non sempre simmetriche) derivata dalla Westwerk (in aree di influenza germanica, in Normandia e di conseguenza nell'Italia meridionale);

  • presenza di un campanile isolato (in Italia) o annesso alle absidi (in Spagna).

  • fasce bicrome nel romanico pisano e sue derivazioni; (vedi Duomo di Pisa)

  • presenza di tarsie marmoree nel romanico toscano a Firenze.

 

 Se da un lato, infatti, edifici importanti dell'architettura romanica quali il Duomo di Modena o San Miniato al Monte di Firenze , solo in seguito sostitute da volte, dall'altro lato l'uso delle volte a crociera, sebbene su zone più piccole, era già presente prima del Mille, per esempio nelle pievi dell'area tra Forlì e Ravenna, e fin dall'inizio dell'XI secolo in area germanica e lombarda, come nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Lomello.

Le volte a crociera furono comunque uno dei fattori che permisero la realizzazione dei grandiosi edifici romanici. Formate dall'incrocio di due archi diagonali, avevano l'indiscutibile vantaggio rispetto alle volte a botte di convogliare il peso anziché lungo tutta la linea d'imposta, solo sui quattro sostegni d'angolo, semplificando la necessità di approntare controspinte (quattro punti erano infatti più controllabili di due linee continue) e permettendo di alleggerire lo sforzo sulle pareti, che possono quindi essere più slanciate in altezza o anche traforate da varie aperture, aprendo, nella prospettiva temporale, l'evoluzione verso il gotico.

 

 

Sant'Abbondio a Como

L'architettura romanica in Italia presenta un panorama molto variegato, soggetto a molteplici influenze (germaniche, francesi, bizantine, arabe...) dalle quali nacquero precocemente alcuni stili indipendenti. Un caso del tutto particolare ad esempio è quello della basilica di San Marco a Venezia, dove confluirono elementi romanici, bizantini e, successivamente, gotici.

Romanico lombardo ed emiliano

Una delle prime zone a recepire le novità romaniche fu la Lombardia (all'epoca più ampia dei confini regionali attuali, comprendente anche l'Emilia), grazie all'ormai secolare movimento di artisti lombardi in Germania e viceversa. La basilica di Sant'Ambrogio a Milano presenta una copertura con volte a crociera concostoloni tra le più antiche d'Europa.[18] Importanti sono inoltre il precoce esempio della chiesa di Sant'Abbondio a Como e la basilica di San Michele Maggiorea Pavia. Meno diffusa e più tarda è la tipologia a pianta circolare, come quella della rotonda di San Tomè in provincia di Bergamo e della rotonda di San Lorenzo nella città di Mantova. 

In Emilia di particolare valore è il Duomo di Modena, una delle testimonianze più coerentemente unitarie di tutta l'architettura romanica italiana.

Romanico toscano

ROMANICO PISANO 

 

Il Duomo di Pisa

Il romanico pisano si sviluppò a Pisa al tempo in cui essa era una potente Repubblica Marinara e quindi si irradiò ai territori controllati dalla città alfea, come la Corsica, la Sardegna, la Toscana settentrionale da Lucca fino a Pistoia e non mancano influenze pisane nell'Italia meridionale.

La prima realizzazione fu il Duomo di Pisa, iniziato nel 1063-1064 da Buscheto e proseguito da Rainaldo; l'opera venne consacrata nel 1118, mentre nel1173 iniziarono i lavori per il celebre campanile pendente. Elementi tipici del romanico pisano sono l'uso dalle arcate cieche e delle loggette pensili, ispirate all'architettura lombarda, ma moltiplicate fino a coprire su ordini diversi intere facciate. Tra le caratteristiche che meglio identificano lo stile troviamo il motivo della losanga, derivato da modelli islamici nord-africani, e la bicromia a fasce alternate sulle pareti, derivata da modelli della Spagna musulmana.

La facciata di San Miniato al Monte,Firenze

Basilica di San Nicola, Bari

FIRENZE 

A Firenze si usarono alcuni elementi comuni al romanico pisano, ma con un'impronta molto diversa, caratterizzata da un'armonia geometrica che ricorda le opere antiche. Evidente è nel Battistero di San Giovanni il senso del ritmo nella scansione dei volumi esterni, tramite l'uso di riquadri, seguendo un preciso schema modulare che si ripete sugli otto lati. Un altro esempio fondamentale del rinnovato stile fiorentino è la chiesa di San Miniato al Monte (iniziata nel 1013 e completata gradualmente fino al XIII secolo), che presenta una struttura tipicamente basilicale ed una scansione razionalmente ordinata della facciata bicroma. Se lo stile fiorentino non produsse molte opere, la sua influenza fu determinante per gli sviluppi successivi dell'architettura, essendo la base alla quale attinsero Francesco Talenti, Filippo Brunelleschi, Leon Battista Alberti e gli altri architetti che svilupparono ilRinascimento. Per questo motivo, riguardo al romanico fiorentino, si parla anche di "proto-rinascimento".

Il Romanico nell'Italia centrale

A Roma si registrò una stagione in continuazione delle architetture in stile basilicale paleocristiano. Le maggiori opere sono da ricercarsi nelle decorazioni interne alle basiliche di Santa Maria in Cosmedin e Santa Francesca Romana; notevole è il chiostro della cattedrale di San Giovanni in Laterano. Nel Lazio settentrionale, a Tuscania, sorsero invece le chiese di Santa Maria Maggiore e di San Pietro, dove è evidente l'influenza nordica dei portali strombati e delle loggette poste in facciata.

Lo stile romanico si diffuse anche nella vicina Umbria, nelle Marche e in Abruzzo, dove è doveroso ricordare ad esempio il duomo di Foligno, il duomo di Assisi, la cattedrale di San Ciriaco ad Ancona e l'Abbazia di San Clemente a Casauria a Castiglione a Casauria.

Romanico pugliese 

Per approfondire, vedi la voce Romanico pugliese.

La Puglia e i suoi porti erano usati dai pellegrini diretti in Terra santa e furono anche il punto di partenza per molti crociati nel 1090. L'elevato flusso di persone determinò la ricezione di una grande varietà di influssi che si manifestò anche in architettura. Tra gli edifici più antichi è da ricordare la basilica di San Nicola a Bari, iniziata nel 1087 e terminata verso la fine del XII secolo. Opere importanti sono inoltre la cattedrale di Bitonto, innalzata tra l'XI e il XII secolo, il Duomo di Trani concluso nel XIII secolo e il Duomo di Otranto eretto verso il 1088.

Esternamente le chiese si presentano con un aspetto massiccio, come una fortezza, con la facciata spesso a salienti (o a capanna), chiusa ai lati da due torri e decorata con archetti pensili; talvolta compare un protiro secondo i modelli lombardi ed emiliani. Il motivo delle doppie torri rimanda invece a esempi transalpini, ed è spiegabile anche con la presenza normanna degli Altavilla.

Campania, Sicilia e Calabria 

Le absidi del Duomo di Monreale

A sud di Roma, con l'eccezione della Puglia, lo sviluppo dell'architettura fu legato strettamente all'arte bizantinae, in Sicilia, anche araba. La ragione del fenomeno è da ricercare nelle molteplici vicende storiche, politiche e religiose che coinvolsero l'Italia meridionale. Non mancarono neppure influenze normanne, a seguito della loro progressiva conquista. Inoltre, riscontrabili soprattutto in Campania sono le influenze provenienti da Motencassino, importante centro culturale ed artistico. Si ricorda, ad esempio, il duomo di San Pietro a Sessa Aurunca, un edificio eretto agli inizi del XII secolo e completato con il vescovo Erveo (documentato tra il 1171 e il 1197).

Nel Duomo di Casertavecchia sono presenti finestre a ferro di cavallo nel transetto e archetti intrecciati poggianti su colonnine nel tiburio, come anche negli esempi amalfitani del chiostro dei Cappuccini (1212) e del Duomo (1266-1268).

Tipicamente arabi sono a Palermo edifici come la Zisa o la Cuba (1180), o anche le cupolette semisferiche della chiesa di San Giovanni degli Eremiti (1140circa).

Più aulicamente bizantine sono invece le chiese della Martorana (1143) e la Cappella Palatina nel Palazzo dei Normanni (1143), coperte di mosaici. Anche in Calabria la produzione artistica è completamente rivolta a Bisanzio, come testimonia la Cattolica di Stilo (X-XI secolo).

Altri importanti esempi di edifici dell'epoca sono le cattedrali di Cefalù (1131-1170 circa) e di Monreale: in entrambi sono mischiate più influenze, che vanno dalle esperienze cluniacensi nella zona dell'abside, agli archetti pensili tipicamente lombardi (a Cefalù), a quelli intrecciati di influenza araba (a Monreale), alle due torri in facciata che ricordano modelli transalpini, introdotti dai Normanni.

Architettura civile e militare

Le mura di Ávila

Il rinnovamento delle tecniche costruttive caratterizzò non solo di un altissimo numero di costruzioni religiose, ma permise anche un salto di qualità nella costruzione di architetture civili e militari. In particolare grazie al passaggio a tipi di muratura più regolare, con l'uso di pietre da taglio perfettamente squadrate, e grazie alla capacità di copertura di ampi spazi tramite le volte.

Architetture scomparse 

); background-position-x: 50%;">Sebbene restino copiose testimonianze di edifici religiosi romanici in tutta Europa, le costruzioni a destinazione non religiose sono in massima parte scomparse[19]: rocche e castelli, abitazioni monumentali dei signori feudali, dopo aver perso la loro funzione residenziale e strategica, vennero il larga parte dismessi e a partire dal XVI secolo, quando l'uso delle armi da fuoco li rese obsoleti: molti di essi caddero così in un'inesorabile rovina. Analoga sorte ebbero la gran parte delle fortificazioni urbane medievali.

Nelle città le case-torri furono costantemente abbattute e scapitozzate per ragioni urbanistiche, politiche e di sicurezza pubblica, dal XIII fino a tutto il XIX secolo[20].

Mura e castelli

White Tower, Londra

Tra gli esempi superstiti di questa stagione spiccano, per esempio, le monumentali mura di Ávila, in Spagna, iniziate nel 1090 e che si estendono tutt'oggi per un perimetro di oltre tre chilometri, con nove porte cittadine e ben ottantasei torri semicilindriche a distanza regolare. Nella loro grandiosità si può leggere di riflesso lo spirito combattivo degli spagnoli impegnati nella Reconquista.

Il Castello di Rochester

I castelli dei signori feudali, oltre che residenza dei medesimi, erano dei veri e propri avamposti militari e centri di potere nel territorio. I primi in Europa a costruire fortificazioni di grande complessità furono i Normanni: le fortezze della White Tower (1077-1097) nella Torre di Londra e il grande Castello di Colchester (Essex), forse opera di un progettista comune, sono tra i primi esempi pervenutoci di colossali masti in pietra, che si diffusero poi in tutti i territori normanni e in Europa continentale. La White Tower in particolare fu voluta da Guglielmo il Conquistatore in un luogo strategico entro le mura romane di Londra e presso il Tamigi, dove poteva controllare l'accesso alla città sia dal fiume che dalla campagna. Usata a lungo come prigione, era stata in realtà costruita come alloggio per la famiglia reale, e la sua importanza è ancora più notevole se si considera come all'epoca della Conquista le case in pietra fossero ben rare. Grande alla base 32,50x36 metri, alta tre piani e con pareti spesse fino a 3,60 metri alla base, la Torre era stata costruita con pietra calcarea bianca portata via mare da Caen, a sottolineare la nuova presenza dei conquistatori sulla scena inglese. Altre architetture che ne subirono l'immediata influenza furono il castello di Rochester (Kent), quello di Dover, di Hedingham (Essex), di Richmond (North Yorkshire) e di Newcastle upon Tyne(Northumberland), oltre allo spettacolare castello di Durham, che forma un maestoso complesso arroccato su un'alta rupe scoscesa, assieme al monastero ed alla cattedrale.

Sempre i Normanni costruirono a Palermo, in Sicilia, il Palazzo dei Normanni, del XII secolo su un preesistente complesso arabo del IX.

  • Il castello dei conti di Fiandra a Gand

  • Il castello di Dover

  • Il castello di Durham

  • Il castello di Hedingham

  • Il castello di Richmond

  • Il castello di Newcastle upon Tyne

); background-position-x: 50%;">Torri 

Torri di San Gimignano

Le città medievali erano spesso punteggiate da innumerevoli torri. La tipologia più antica di torre medievale è a base circolare, una tipologia ripresa dalle fortificazioni murarie romane e che pare essere stata usata per scopi civili originariamente a Ravenna, per venire poi ripresa nelle torri scalaridelle cattedrali nordeuropee. Nel periodo romanico si diffuse la tipologia a base quadrata o rettangolare, ma non mancano anche esempi torri a base poligonale.

Per ottenere altezze che arrivavano, nei casi più straordinari, a sfiorare i cento metri (l'altezza era infatti metro del prestigio e della ricchezza dei proprietari), si costruivano solide fondamenta e si ispessiva la muratura alla base fino anche a più di due metri. Inoltre si ricorreva talvolta ad archi di scarico, che distribuivano il peso dei piani sui solidi muri laterali e sui contrafforti. Spesso le torri abitate avevano come confort la presenza di ballatoi esterni in legno ai piani più alti che ampliavano la superficie calpestabile.

Un esempio straordinariamente conservato di insieme di torri medievali (dall'XI al XIV secolo) è la cittadina di San Gimignano in Toscana, dove sono ancora oggi presenti quattordici maestosi esemplari, delle più di settanta torri un tempo presenti.Link: http://it.wikipedia.org/wiki/Architettura_romanica